Asti segue il Prosecco DOC anche nel volley: derby di bollicine il 14 Ottobre
Dopo secco e rosé, Asti DOCG entra nel volley con Chieri. Dall’altra parte della rete c’è già il gigante Prosecco DOC con Imoco.
- Dopo il secco e il nuovo asti rosé, la docg piemontese entra nella pallavolo con chieri ’76. dall’altra parte della rete c’è già prosecco doc imoco.
Dopo il secco e il nuovo Asti Rosé, la DOCG piemontese entra nella pallavolo con Chieri ’76. Dall’altra parte della rete c’è già Prosecco DOC Imoco.
Prima il secco. Poi il rosé. Adesso anche il volley.
Vista da Treviso, la sequenza qualche sorriso lo strappa.
Il Consorzio Asti DOCG sarà sponsor ufficiale della Reale Mutua Fenera Chieri ’76 Volleyball per la stagione 2026/2027, tra Serie A1 e Coppa CEV. Una scelta perfettamente coerente con il territorio piemontese e con la crescente attenzione del vino verso sport, pubblico giovane e grandi eventi.
Peccato – si fa per dire – che dall’altra parte della rete qualcuno sia arrivato prima.
prosecco DOC lega infatti da anni il proprio nome a Imoco Volley e nella stagione 2026/2027 la squadra campione d’Italia si presenta ancora come Prosecco DOC A. Carraro Imoco Conegliano. Non una semplice presenza pubblicitaria a bordocampo, ma l’ingresso della denominazione direttamente nel nome di una delle società più vincenti della pallavolo internazionale.

Due giganti del vino italiano
La battuta sulla rincorsa piemontese funziona proprio perché dietro non ci sono due piccoli marchi in cerca di visibilità, ma due dei maggiori sistemi vitivinicoli italiani.
Nel 2024 il Prosecco DOC ha raggiunto 660 milioni di bottiglie, con un valore al consumo stimato in 3,6 miliardi di euro e l’82% delle vendite destinato ai mercati esteri. La denominazione comprende nove province tra Veneto e Friuli Venezia Giulia e il Consorzio di tutela ha sede a Treviso.
Nello stesso anno Asti Spumante e Moscato d’Asti DOCG hanno superato complessivamente i 90 milioni di bottiglie. Il Moscato d’Asti da solo ha oltrepassato quota 33 milioni. Il Consorzio indica oggi una produzione annuale nell’ordine dei 100 milioni di bottiglie e un export vicino al 90%.
Le proporzioni sono molto diverse: Prosecco DOC vale oltre sette volte Asti DOCG in termini di bottiglie. Ma parliamo comunque di due player capaci di muovere mercati internazionali, migliaia di aziende e strategie di comunicazione che vanno ormai molto oltre il vino.
Ed è proprio qui che la storia diventa interessante.

Prima il secco
Per generazioni Asti ha significato Moscato, aromaticità, dolcezza e brindisi delle feste. Nel 2017 il Consorzio ha però aperto una strada diversa con Asti Secco DOCG, sempre da Moscato Bianco, pensato esplicitamente anche per l’aperitivo e il consumo a tutto pasto.
Non è una ricostruzione giornalistica: fu lo stesso Consorzio a presentarlo nel novembre 2017 come nuova espressione della denominazione, dopo la modifica del disciplinare che aveva aperto alle tipologie con minore contenuto zuccherino.
Il territorio di consumo era evidente: meno brindisi di fine pasto, più aperitivo, ristorazione, convivialità.
Un campo nel quale il Prosecco DOC aveva già costruito una parte enorme della propria fortuna internazionale.
Poi il rosé
Nel 2020 il Prosecco DOC ha aggiunto ufficialmente al proprio disciplinare lo spumante Rosé, prodotto con Glera per l’85-90% e Pinot Nero per il 10-15%. Oggi è una delle tipologie previste dalla denominazione.
Il 23 marzo 2026 è arrivato il via libera definitivo anche per l’Asti Rosé DOCG. La nuova tipologia piemontese nasce da Moscato per il 70-90% e Brachetto per il restante 10-30% e può essere proposta dal dolce fino all’Extra Brut.
Nessuno, naturalmente, può sostenere seriamente che una denominazione “copi” un’altra semplicemente perché produce uno spumante rosato.
Però la cronologia è abbastanza divertente.
Prosecco DOC consolida il bere secco e l’aperitivo. Asti arriva con il secco.
Prosecco DOC lancia il Rosé. Asti introduce il Rosé.
E adesso arriviamo alla pallavolo.

Adesso Asti scende sotto rete
Con Chieri ’76 il Consorzio Asti DOCG entra in uno degli sport femminili con maggiore esposizione in Italia.
Asti Spumante sarà official sparkling wine del club. Al termine delle partite casalinghe di Serie A1 una Magnum verrà consegnata alla migliore giocatrice, così come negli incontri interni di Coppa CEV. La denominazione comparirà sui led a bordocampo, sul maxischermo, sui social e sulle divise della squadra.
La partnership sarà presentata il 17 settembre alla Douja d’Or di Asti, con alcune giocatrici di Chieri protagoniste di un incontro dedicato al rapporto tra sport e bollicine.
Anche qui il riferimento al Prosecco DOC viene quasi spontaneo.
La denominazione con Consorzio a Treviso ha costruito attraverso Imoco un rapporto con la pallavolo che ormai va ben oltre la sponsorizzazione. Il nome Prosecco DOC viaggia nel campionato italiano, in Champions League, nei Mondiali per Club e nella comunicazione internazionale insieme a una squadra che nell’aprile 2026 ha conquistato il nono Scudetto della propria storia, l’ottavo consecutivo.

La partita vera è entrare nella vita delle persone
Ridurre tutto a un “Asti copia Prosecco” sarebbe divertente ma troppo semplice.
La questione più interessante riguarda il modo nel quale stanno cambiando le grandi denominazioni italiane.
Il vino non compete più soltanto sullo scaffale o dentro una carta dei vini. Cerca spazio nel tempo libero delle persone: sport, musica, ristorazione, aperitivo, viaggi, eventi e socialità.
Prosecco DOC ha interpretato molto presto questa trasformazione, costruendo intorno alla bottiglia un immaginario comprensibile anche a chi non distingue un residuo zuccherino da una presa di spuma.
Asti DOCG sta cercando di allargare a sua volta il proprio spazio: dal dolce al secco, dal bianco al rosé, dal brindisi delle feste a nuove occasioni di consumo. Ora anche attraverso lo sport.
Non è soltanto una questione di vino. È una battaglia per conquistare attenzione.
E quando a muoversi sono denominazioni da 660 e oltre 90 milioni di bottiglie, vale la pena osservare attentamente dove decidono di andare.
Il derby delle bollicine è già in calendario
La parte più divertente deve ancora arrivare.
Anzi, ha già una data.
Il 14 ottobre 2026, al PalaFenera di Chieri, Reale Mutua Fenera Chieri ’76 affronterà Prosecco DOC A. Carraro Imoco Conegliano in Serie A1. Il ritorno è previsto il 6 gennaio 2027 al Palaverde.
E allora prepariamoci al primo vero derby delle bollicine: Asti contro Prosecco DOC, Piemonte contro Nordest, due giganti dello spumante italiano separati da una rete.
Sul campo vincerà chi schiaccia meglio.
Fuori, probabilmente, si stapperà comunque.
